Da Castelnuovo di Garfagnana a Lucca

Do un’occhiata fuori dalla finestra, piove…

Preparo ghette, giacca e pantaloni in pvc. È l’ultimo giorno di viaggio, fino a ora non ho preso pioggia e neve, il freddo è sempre stato accettabile. Nelle settimane prima di partire mi immaginavo mentre spingevo in salita verso la Sella dei Generali sotto la neve mentre sudavo e congelavo al tempo stesso. Poi sulla Sella dei Generali è andato tutto bene.

Già mi ero immaginato in una delle solite situazioni in cui ti dici che provi ancora un passo e poi molli, che vedi se ce la fai a fare ancora qualche metro e poi ti ritieni soddisfatto.

Poi, passo dopo passo, arrivi fino alla fine.

Anche questo cammino sta per finire, la strada verso Lucca è facile, basta seguire il fiume.

Piove: preferisco pedalare sulla strada principale.

“Pista ciclabile del Serchio”, il cartello marrone dice di andare a destra, non controllo sulla carta, ma credo che vada nella direzione giusta. Io sto percorrendo una valle che va in direzione sud, non ricordo di un fiume che attraversa Lucca, ma credo che la direzione sia giusta. Seguo il cartello.

Dopo qualche centinaio di metri sono sotto il viadotto, mi fermo a riposare e mangiare qualcosa.
La pioggia continua, ma non è molto forte, poco dopo riparto e seguo il fiume stando sulla riva sinistra. Salgo sul ponte di legno a schiena d’asino, ma le assi sono state rese scivolose dalla pioggia e rischio di cadere, mi muovo quatto quatto, piantando bene i piedi.

Riparto e arrivo all’incrocio, lo supero.

Ma… Lucca? Do’ un’occhiata in giro e mi rendo conto che stavo andando oltre.
Vado verso la città, mi tolgo tutto il giallo e l’arancione, impermeabile e gilet riflettenti, ormai non ho più bisogno di essere visibile come un albero di Natale.
Salgo sulle mura, non c’è in giro quasi nessuno, non è certo il momento migliore per una passeggiata.
Passo negli stessi luoghi già attraversati in altri cammini, scatto la foto davanti alla Casa del Boia dove siamo stati accolti al nostro arrivo in aprile nel viaggio lungo la Francigena.

Giro per la città, ma non riesco a visitare nulla, si pone il solito problema dei ciclisti: non sai mai dove lasciare bici e bagagli.
Non mi fermo a Lucca per la notte, devo incontrarmi con Pietro Scidurlo ed Enrica Rabacchi per completare il filmato relativo al viaggio sulla Francigena fatto in Aprile.
Vado quindi in stazione e li raggiungo.

Cosa dire di questo cammino?

È un percorso poco conosciuto, ma è un buon cammino.

Non è una strada famosa e forse chiede una particolare attenzione.
Ognuno ha il proprio motivo per camminare e il motivo è molto in relazione col cammino che si sceglie.
Oggi chi vuole affrontare un lungo cammino può scegliere fra varie possibilità.
Puoi scegliere quello più turistico, quello meno faticoso, quello che offre maggiori comodità, quello più adatto a chi cammina e quello più adatto a chi va in bici… A volontà!

Questo è un cammino di montagna, non ha certo sentieri impervi e ripide salite, ma non ci sono distese come le mesetas spagnole o il tratto di pianura della Francigena dal Piemonte all’Emilia.

È meglio? È peggio? No, non c’è un meglio o un peggio, è una questione di gusti e di scelte.

A chi lo consiglio? A chi ha già una minima esperienza di montagna, a chi ha un briciolo di capacità di adattamento, a chi non si preoccupa della salita.
Però lo consiglio sopratutto a chi piace camminare per ore senza incontrare nessuno, a chi piace fermarsi nel bosco, a chi apprezza la salita al passo per poi arrivare sullo spartiacque e godersi il paesaggio della valle appena passata e quella che ha appena raggiunto, a chi apprezza il silenzio di valli poco abitate.
A chi sceglie un cammino in cui giocarsi fino in fondo.

Questo è il diario del viaggio di Giancarlo Cotta Ramusino – Girumin. Qui si trovano tutte le tappe pubblicate
Il suo racconto si può ascoltare su Radiofrancigena a questo link:
http://radiofrancigena.com/viaggiatori/girumin-broni-lucca/

Giancarlo Cotta Ramusino
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Giancarlo Cotta Ramusino

Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/
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