Da Pontremoli a Fivizzano

Fra un po’ mi alzo, la sveglia non è ancora suonata, ma penso che manchi poco.

Guardo verso la finestra, non mi piace, c’è troppo luce…

Accendo il telefono, sono passate le sette.

Volevo essere quasi pronto a partire a quest’ora, invece la sveglia non ha suonato.

Non capisco, è impostata correttamente, ma non ha suonato.

Oggi la tappa è lunga, volevo sfruttare tutta la luce possibile.

Mi preparo, carico la bici e sto per uscire, il camion che carica la riserva del gasolio nell’ostello è in mezzo al cancello: “Cinque minuti e finisco!”. “Ok, aspetto”.

Scendo in Pontremoli, faccio un giro fra i vari ponti e scatto qualche foto, non è presto, ma almeno una rapida visita la devo fare. Non è necessario che mi metta a corrare, ma il percosro di oggi non lo conosco come quello dei giorni scorsi.

Pontremoli è uno dei vari luoghi nei lunghi cammini, che magari vengono meno considerati di altri, ma che ha un ruolo geografico fondamentale, ancor maggiore adesso che si sta sviluppando la “Via del Volto Santo”

Pontremoli è un punto di incrocio di valli e di strade, e ora anche di tre lunghi cammini, la Via Francigena, la Via degli Abati e la Via del volto Santo.

Passo sul ponte in pietra a “schiena d’asino” mi soffio il naso. No!!! è scoppiato qualche capillare nella narice e comincio a sanguinare. Non sono nel mio bagno di casa dove succede abitualmente e non ho una scorta di fazzoletti e se anche riuscissi a lavarlo non è così facile farlo asciugare.

Il problema però è che non sembra smettere, tengo una mano sull anarice, ma non posso aspettare molto, deve smettere di sanguinare. Sto fermo per un po’, respiro con la bocca.

Devo scendere dal ponte che in questo punto ha i gradini, non posso farlo tenendo la Goat con una sola mano.

Aspetto finché passa, respiraro con la bocca, ma almeno posso usare tutte e due le mani.

Devo capire bene che strada seguire, guardo la carta, eggo i cartelli blu, ho attimi di indecisione, quei momenti in cui sai che potresti seguire una strada facile, ma poi a coscienza ti diche che la strada “giusta” è quella in salita e tu ti sottometti alla voce della verità e accetti la sofferenza mentre scendi dalla sella e cominci a spingere. Non sai mai se stai facendo la cosa più giusta o solo quella più faticosa, ma ormai hai deciso.

Il primo cartello dice che c’è tanta strada, il secondo poca e ti conforta, il tero ancora tanta e tu smetti di farci caso, prima o poi arriverai.

Ti domandi quanta sarà la salita di oggi, ma anche su quello non ti preoccupi più, quando arrivi arrivi.

Controlli la direzione, dai un’occhiata alla carta, non sai mai con precisione quali indicazioni seguire. Non è ben chiaro se il paese indicato dalla carta è un vero paese o una cascina oppure una località con case sparse.

Il cartello ti dice dove sei, ma a tenon sembra di essere già lì. Può essere poco, ma una differenza di due o tre chilometri può farsi sentire.

Mi domando se sto seguendo la strada giusta, vedo i cartelli “Via del Volto Santo”, ma so che spesso i cartelli stradali turistici marroni non indicano la via, ma come raggiungere la Via, e anche qui la differenza è sostanziale.

Però la giornata è bella, c’è un bel sole e talvolta posso togliere i guanti e il cappuccio, i guanti stanno cominciando a usurarsi a furia di stare appiccitati al manubrio.

Le previsioni mi avevano preoccupato leggermente, parlavano di grande freddo, per quello avrei voluto partire più presto, per avere un margine di sicurezza di tempo in caso di problemi.

Stavo anche considerando la possibilità di coprirmi ulteriormente, anche se vorrei evitare di indossare altri strati, soprattutto perché se li indossassi non avrei più qualcosa di ricambio asciutto da indossare se non l’intimo.

Sono già a cinque strati e potrei arrivare a sette, ma vorrei evitarlo.

Incontro un canile, vedo una scritta davanti alla casa e chiedo a un signore di cosa si stratta. Mi dice che è un allevamento di cani pastore di una razza autoctona della zona che si stava perdendo, loro hanno selezionato alcuni esemplari anche tramite il Dna e stanno sviluppando la razza.

Mi dice che è una razza richiesta anche da giovani che stanno tornando alle attività pastorali.

Il sito dell’associazione è www.acamp.it

Punto a Licciana Nardi, ci arrivo in tempo, quindi per Fivizzano dovrei farcela.

La strada è in sali-scendi, ma quasti sali-scendi potrebbero rallentarmi molto.

Invece no, invece tutto fila liscio meglio del previsto e poco dopo le tre del pomeriggio arrivo a destinazione a Fivizzano.

A domani

Questo è il diario del viaggio di Giancarlo Cotta Ramusino – Girumin. Qui si trovano tutte le tappe pubblicate
Il suo racconto si può ascoltare su Radiofrancigena a questo link:
http://radiofrancigena.com/viaggiatori/girumin-broni-lucca/

Giancarlo Cotta Ramusino
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Giancarlo Cotta Ramusino

Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: http://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/
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