Da Fivizzano a Castelnuovo di Garfagnana



La via degli Abati e il Cammino del Volto Santo – 8 tappe

Questo è il diario del viaggio di Giancarlo Cotta Ramusino – Girumin. Scopri tutte le tappe già pubblicate Il suo racconto si può ascoltare su Radiofrancigena a questo link: http://radiofrancigena.com/viaggiatori/girumin-broni-lucca/

La tappa di oggi è lunga, spero di farcela, ma so che posso fare una verifica intermedia.

Vorrei arrivare a Castelnuovo di Garfagnana, ma non è detto che ce la faccia.

Io punto ad arrivare a Piazza al Serchio, e da lì valutare cosa fare. Se ho ancora un aio di ore di luce scendo fino a Castelnuovo, altrimenti mi fermo.

Parto da Fivizzano con una giornata grigio, cielo coperto, forse grazie alle nuvole fa più caldo di ieri, non metto la cuffia sotto casco e non indosso neppure i guanti.

Controllo il percorso con il telefono, l’ho lasciato sotto carica collegato al PC, poi il pc è andato in stand-by e il telefono ha smesso di caricarsi… Poco male, ho una buona batteria di scorta, pesa diversi etti e me la porto dietro in tutti i viaggi, non è mai stato necessario usarla, spero che non mi tradisca quando ne ho bisogno.

Stamattina, quando mi sono accorto che non era carico al 100% l’ho messo sotto carica on l’alimentatore diretto, usato con l’altro telefono, e ho caricato il più possibile.

Comincio a sudare fin da subito, provo a rallentare, ma credo che il passo sia una cosa sintomatica, più di una volta anche in questo viaggio ho provato ad andare più lentamente, ma appena togli la concentrazione dal passo le gambe tornano ad andare alla velocità che gli pare.

La mente dice di andare piano, ma appena si distrae le gambe accelerano, non c’è modo di risolvere questa cosa.

Sono subito sudato, un po’ lo sto producendo, un po’ è sudore ormai solidificato sui pile che torna a liquefarsi, non so se sia possibile una cosa del genere, ma io ne ho la sensazione.

Il paesaggio è sempre simile a giorni precedenti, ma da ieri ci sono gli ulivi e il bambù, non capisco da dove salti fuori, ma ogni tanto appare del bambù.

Ogni tanto appaiono anche delle conifere e qualche cipresso.

La salita è continua, ogni tanto accendo il telefono per vedere dove mi trovo, credo sia la prima volta che controllo veramente il percorso col GPS, in passato mi è capitato di farlo solo per verifiche saltuarie, invece stavolta devo capire bene dove sono.

Il primo paese è corretto, il secondo, il terzo…

Arrivo in un altro paese, il cartello dice di andare nella stradina sulla destra.

Chiedo informazioni, mi dicono di tornare indietro, che non mi conviene seguire quella strada perché è fangosa e piena di buche.

In una condizione migliore, in estate non avrei neppure chiesto, ma oggi voglio proprio evitare di andarmi a cercare altri impegni, penso che quelli previsti siano sufficienti.

Spesso i locali tendono a spaventare chi cammina fuori dalle strade asfaltate e sicure e io sono convinto che anche la strada indicata dal cartello sia una strada garantita, chi traccia i percorsi non lo fa certo per tendere delle trappole ai camminanti. Io però oggi preferisco una strada più garantita, ma se solo avessi un altra bici non mi fermerei.

Scendo quindi di un paio di chilometri e arrivo all’incrocio, non sono contento di avere bruciato più di mezz’ora salendo inutilmente in paese, ma i giochi sono ancora aperti.

La strada prosegue in saliscendi, ma quando scende conviene mettere i sovra guanti, lo faccio.

Arrivo al punto intermedio. Piazza al Serchio. Controllo l’orario, posso arrivare a Castelnuovo.

Chiamo per un posto tappa.

“No, in questi giorni siamo chiusi… siamo all’estero”.

Pochi minuti dopo ricevo una telefonata: “Sono la figlia dei gestori del B&B, posso aprire.”

Molto bene!

Inizia a piovere, poco, ma piove.

Non ho voglia di mettere giacca e pantaloni in PVC, vado avanti così.

In un’oretta arrivo a Castelnuovo, zona industriale.

Devo cercare il B&B, controllo il telefono.

Batteria scarica, 3%, il telefono si spegne.

Piove…

Collego la batteria, il touch non funziona, forse è bagnato, forse ho le dita fredde.

Riparto. Ottimo un parcheggio coperto, asciugo il telefono, asciugo le dita e riesco a capire dove sono, cerco la via e ci vado.

Anche oggi sono arrivato senza problemi, domani sarà una tappa facile verso Lucca.

Questo è il diario del viaggio di Giancarlo Cotta Ramusino – Girumin. Qui si trovano tutte le tappe pubblicate
Il suo racconto si può ascoltare su Radiofrancigena a questo link:
http://radiofrancigena.com/viaggiatori/girumin-broni-lucca/

Giancarlo Cotta Ramusino Informatico di professione, scout, appassionato di viaggi a piedi e in bicicletta. Nell’inverno del 2011 ha ripercorso le tracce della ritirata degli Alpini dalla Russia nel 1943. Per Terre di mezzo ha pubblicato Camminatori, guida pratica per esploratori, giramondo, viaggiatori, pellegrini,turisti, avventurieri. I suoi diari di Viaggio: https://www.percorsiditerre.it/diari-di-viaggio-di-giancarlo-cotta-ramusino/

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